81. Tiziana Mayer

      Apocalissi private

     Immagine di copertina:
     Giorgio Sovana
     legno dipinto, 2015
     cm. 39 x 11.5x12.5

    pag. 32

    maggio 2016


Tiziana Mayer é nata a Bari nel 1969. Dopo una breve parentesi siciliana vive da sempre a Varese. Laureata alla Statale di Milano ha studiato russo ebraico aramaico. Traduce dall’ebraico post biblico, ha curato la traduzione delle epigrafi del cimitero ebraico di Acqui Terme. A Varese è insegnate.


PREMONIZIONE

I

Le colombe a Erice, alte sul vertice
delle due torri della cattedrale,
prima che alla Vergine, a Venere
e alle sue tenere
membra ancora intatte sacrate,
tubavano dalle terrazze
dalla cui vista dilaga il mare. Era il sole
nei flutti aurea corrente, chiaro tremore
che, rorida d’acque,
fondeva la sera alle onde.
Poi, nel rossore del lume
ove la marina vaniva,
il balenio delle spume si tacque.
Pregai per chi c’era; ma, più, solo dopo lo seppi,
per chi ancora non c’era.


II


Nulla muta : di fiumi, non è mai pago
il violaceo mare,
di lumi l’occhio sempre vago.
Ma ogni nascere è di promesse colmo, tramuta
l’universo ogni natale …
 così, poi che lo fissa nell’eterno
e fa la vita frale, anche la morte,
che ferma il tempo.


III


Fui nell’ospedale…un anno :
una casa di pena; e in ogni vena
s’udiva un pulsare, cupo come il mare.
Nei corridoi, d’umane larve,
l’allucinato sembiante.
Certi mi fecero che nel luogo eravamo
ove si raccoglie del frutto di Adamo.


IV


Di quale dimissione parlate?
Non sapevate
che la terra tutta è ospedale?


V


Ma chi potrà ridire quanti
dal tanfo dei medicinali,
negli ospedali,
saranno gli scampati?
Tanti ne ho visti, tanti…
Alcuni uscirne
Ritti, di nuovo  e come cedri folti.
Altri, come ulivi,
dalla eccessiva calura,
toppo lontana dal mare, ritorti.
E che fare
se non la conta dei vivi e dei morti?


.............

IX


A volte, nella veglia e nel sonno,
pur enfiata di liquido e scarna, sorridevi,
ridevi, persino…a Dio, che vedevi?


................

XI


Nascita provvisoria,
morte definitiva….
Uccidere l’uccisore che ci ha creati
Per sopprimerci tutti
e, ancor prima,
i nostri figli nella terapia intensiva:
preghiera del genitore.
Ma a uccidere chi ci, Si uccide,
- primizia di morti e risorti -
Il rischio è scoprire
definitivo il nascere,
provvisorio il morire.