Ugo Petrini

SETTE POESIE


Ugo Petrini è nato a Montagnola nel 1950. Ha studiato Letteratura italiana all’Università di Friburgo (Svizzera) e ha insegnato italiano nelle scuole medie del Canton Ticino. Vive attualmente a Comano.
Tra il 1987 e il 2017 ha pubblicato alcuni libri di poesia. Ultimi in ordine di tempo: Le gazzelle di Thomson (2012), Misteri provvisori (2014), Il tepore dei muri (2015), Perdimenti (2017).
In collaborazione con artisti italiani e della Svizzera italiana, a scadenze regolari, ha dato alle stampe alcuni libri d’arte. Nel 2018 è apparsa, presso la casa editrice Limmat Verlag di Zurigo, un’antologia di sue poesie in lingua tedesca Seiltänzer der Leere /Funamboli del vuoto, scelte e tradotte da Christoph Ferber. L’ultima sua raccolta I cerini dell’anima è uscita nel novembre del 2019 presso la casa editrice “alla chiara fonte” di Lugano.



Nota:salvo la poesia a pagina 7, Una notte è sempre come un’altra, le altre sono parte della sezione Portare la luce, difendere il buio, del volume I cerini dell’anima, alla chiara fonte Matura, 2019



 *


La luce che di buon mattino
accende i pizzi, le cime, i monti
e più tardi accarezza
tra le conifere i canaloni
di neve e di ghiaccio
nel tardo pomeriggio
rifarà il percorso inverso
approdando sulla punta
delle vette più alte
quasi a congiungersi

con l'orizzonte, con il cielo.



*



Quando il sole declina
e le cose perdono colore
è difficile credere
che ciò che si è visto
così a lungo
continui a esistere
e l'uomo allora
tende a chiedersi
il perché della luce
e dell'ombra.




*




Quando il sole declina
e le cose perdono colore
è difficile credere
che ciò che si è visto
così a lungo
continui a esistere
e l'uomo allora
tende a chiedersi
il perché della luce
e dell'ombra.



*



Ti seguirei davvero
subito nel cuore delle tenebre
per trovare la luce della vita
o gattona soriana
che al calar del sole
ti affili le unghie sul tronco
di casa e intraprendi  
la via a te ben nota
che  attraversa
il buco nella siepe.

Anche se a volte
il tuo viaggio dura poco
mi piacerebbe tanto
sapere chi hai incontrato
e che cosa hai visto.



*



Qual è la luce
che guida la cieca talpa  
tra i cunicoli sotterranei
fino a risalire alla
superficie del prato
lasciando piramidi di terra
fresca che rendono
furiosi  i contadini
e i bimbi che giocano
a calcio?

È la luce
di un misterioso
scavatore- spalatore
che vive al buio del sottosuolo
e solo per poco tempo
la degna del suo sguardo
della sua presenza.
 
Salire dentro la morte
nella penombra delle caverne
fino alla luce terrena
alla ricerca della gloria
resta forse la sua missione
la sua Salvazione.



*



Una notte è sempre come un'altra
solo in apparenza senza luce
ma con mille sogni, disegni e visioni.
Forse perché di indole felina  
o per ragioni di risparmio
mia nonna amava stare al buio
e accendeva la luce solo all'ultimo
o quando doveva stirare
e infilava la presa nella lampada
che scendeva dal soffitto.

Il buio
‒ luogo di quiete e di riflessione ‒
la aiutava a cacciare i fastidi
a pensare forse anche al mistero
del come era venuta alla luce
lei, creatura vissuta così tanto
nell'ombra.



*



In bilico
tra il lume della ragione
e dell'intelletto
e la luce del cuore
in un punto di sella
fuori da ogni cono d'ombra.




ritorna a Fluire 2

E-mail
Chiamata