93.Ruggero D’Alessandro

     Respiro di Sicilia

     immagine alla chiara fonte

     pagine 32

    novembre 2017


Ruggero D’Alessandro (Palermo-I, 1962), vive e lavora a Lugano come insegnante. Svolge anche seminari in diverse università europee. Pubblica saggi (23), romanzi (4), articoli su riviste e capitoli in volumi collettivi (oltre 50)


Oggi abbandono il solco delle mie abitudini per perdermi nel tuo respiro finalmente, con calma libera da impegni. Voglio imparare, ancora e ancora, a far l’amore con i tuoi occhi e trovare la giusta diteggiatura delle mani come fossi un pianista, ostinato nell’aspirare all’orecchio assoluto. Mi scruti per lunghi istanti con la dolce perplessità non capendo il mio sceglierti qui, oggi, entità per me unica. La tua mano serrata nella mia assomiglia con felice esattezza a due sorrisi cosparsi di rughe, privi di angoscia, coscienti del vento che non possono dominare. Siamo perfetti nella nostra piccolezza intrecciati a sfidare il nulla senza desiderio di sapere quanto durerà il gioco.





Le tue mani che oscillano come una scure sulla mia testa mentre mi rinfacci d’essere ancora vivo sul tuo percorso.So bene che i tuoi affanni mi seguono ovunque, frantumando il tempo come un bicchiere scagliato nel fondo di un pozzo senza fondo. Così si consuma quell’affare di corpi e sessi e pelle e sudori, rincorse su spiagge albeggianti fino a privarci del fiato più elementare ben sapendo che le ombre proiettate dalle nostre presenze vivono come arcipelago di mari e correnti.




Sudore come lacrime in frantumi su un viso evaporato; alla penombra di una luna indifferente, le memorie di campi rigogliosi e sorridenti, ormai incapaci di percepire spazi d’infinito, polveri sottili d’esistenza.



Tu sei stata, prima ancora di essere un’abitante del nostro appartamento, prima ancora di chiamarti col tuo nome, di avere quarant’anni esatti, di avere due figli maschi, prima ancora del lavoro, degli studi, del gruppo sanguigno, delle malattie da bambina e relative vaccinazioni, delle amicizie intensissime della prima adolescenza, del primo amore, della perdita del padre ad appena sedici anni, prima ancora dei libri letti, dei giocattoli posseduti, dei film visti, dei viaggi fatti, delle persone conosciute, dei visi amati, dei pochi antipatici, del paio di esponenti di gentaglia odiosa, degli avvenimenti osceni e felici e strani della Storia, prima ancora di tutto ciò: tu, proprio tu, esclusivamente e solamente e sinceramente, e misteriosamente e interiormente e carnalmente e felicemente, da me amata.