82. Eros Rizzo, Tu sei inconfondibilmente

      Claudio Cipriani, Novelli eternauti      

       Immagini: Claudio Cipriani 2015     

       pag. 32     

       maggio 2016


C’è un discrimine misterioso oltre il quale la parola poetica non appartiene più direttamente a un io che la pronuncia ma si offre attraverso propri orizzonti, eco di un’altrove commovente che ci scuote e ci interroga sulle nostre certezze. Le poesie qui raccolte appartengono totalmente a questo altrove poetico, immaginativo e immenso, cordiale, umanissimo. In quanto uomini la poesia ci canta e incanta da sempre; ma talvolta ci sorprende per la bellezza antica, originaria, nuda, spoglia di difese, con la quale si presenta. È il caso delle poesie di Eros Rizzo e Claudio Cipriani. La loro biografia non sarà quella orgogliosa del letterato, ma il loro sguardo diverso, il loro modo essenziale di dire le cose, è così puro da aprirci un varco, che chiamerei di speranza, nella possibilità infinita che la parola ha di nominare con stupefacente bellezza le cose.

l’editore


EROS RIZZO


E’ nato a Bologna il 17 dicembre 1972, da genitori di origine palermitana. Il padre muore quando Eros ha un anno.
Ha trascorso l'infanzia a Bologna, tra stenti e privazioni.
Ha fatto le scuole dell'obbligo, ha svolto diversi lavori, come pizzaiolo, fabbro e imbianchino. Già in gioventù s'è perso nei meandri delle sostanze e della piccola delinquenza. Ha conosciuto l’esperienza del carcere per reati legati alla tossicodipendenza, ha vissuto a lungo in strutture riabilitative. Da diversi anni è libero dalle dipendenze.
Ama scrivere poesie e testi di canzoni. E’ alla sua prima pubblicazione.


TORNERÀ A MARCIARE


Sempre lo stesso sogno mi percuote
svegliati uomo, questo non è più tempo
marciano lunghi e stesi stivali neri
tremano le campane al suo frastuono
giovani angeli biondi li indossavano
quando dal padre mio fui separato
e un numero fu il nome che mi venne dato
le ultime parole che con lui ho scambiato
sono quelle di un fratello amareggiato
vedi questi stivali neri che ho indossato
sapessi quanti piedi scalzi hanno lasciato
donne vecchi e bambini
montagne di scarpe calpestati da questi miei stivali neri
che oramai non mi calzano più
ma ricordalo e ricordalo alle generazioni future
laddove lo stivale nazista si è fermato
là il giudizio finale sarà attuato.


AMARE ANCORA


Quell'amor che rende bello
anche se piove e non hai l'ombrello
ogni goccia tra le dita
è una rosa mai appassita
se tu ami già lo sai
che con Gesù ti accompagnerai
ad ogni passo della vita
coglierai una margherita
per donarla alla Madonna
che è una Santa come donna
e alla fine del cammino
incontrerai anche il Divino
Quanto è bello amare ancora
un anno, un mese, un giorno, un'ora
l'amore è come una salita
.... la scommessa della vita.


INCONFONDIBILMENTE


Tu sei inconfondibilmente
il mio primo pensiero nella mente
i tuoi occhi azzurro mare
mi fan sempre più sognare
se potessi incontrarti
per parlarti, per amarti
o che gioia dentro il cuore
il suono delle tue parole
tu sei  inconfondibilmente
il mio primo pensiero nella mente.


TU SEI IL MIO FIORE TRA LE DITA


Tu sei il mio fiore tra le dita
che raccolgo tra l'ortica
tu sei il sogno mio più bello
dove volo come un uccello
quando poi mi sveglierò
tutto quanto capirò
tu sei il mio fiore tra le dita
che raccolgo con fatica
sei il mio sole in una mano
che mi porterà lontano
e col miele e con la cera
annuncerò la primavera.


LA TERRA È LA MIA SPOSA


Mi sveglio sempre di buon mattino
per fare il contadino
della terra sono il custode
e quel che produce non son solo rose.

Ogni frutto che si mangia
basta solo alla mia pancia
io non uso fertilizzanti, né trattori
perché i prodotti siano tanti.

Quando capita che sto male
e non posso lavorare
ugualmente il mio lembo di terra
mi sa accontentare.

Io domani mi dovrò sposare
e ci sarà un’altra bocca da sfamare
e un altro seme dal mio cuore
dovrò gettare,
affinché raddoppi il mangiare
che solo la terra ci sa dare.


BUON COMPLEANNO PAPÀ


Oggi è il compleanno del mio papà
cosa desideri già si sa
vuole un nipote da amare in tarda età
e questo regalo è in arrivo di già.

Lo vuole forte e ricco di salute
e che sia bello importanza non ha
questo regalo solo per te sarà
e molto più tempo trascorrerà
con te che sei il nonno che con suo papà.

Buon compleanno mio caro papà.

Mia moglie è d’accordo di già,
che il suo nome sarà
come quello del padre del suo papà.

Buon compleanno mio caro papà
e cambia regalo l’anno che verrà
altrimenti un asilo non basterà
per i nipoti che tuo figlio ti darà.

Buon compleanno papà.


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CLAUDIO CIPRIANI


E’ nato a Eboli il 7 luglio 1956, nono di dodici fratelli. Fin dalla prima infanzia manifesta una predilezione per le arti e per le applicazioni tecniche.
Dopo le scuole medie impara diversi mestieri, lavora come falegname, come idraulico, come elettricista, saldo-carpentiere
e muratore, infine come giardiniere.
Tra il 1982 e il 1990 vive sulle colline della Toscana, un'esistenza piena a contatto con la natura, fa il contadino, produce vino e olio, alleva animali, dipinge e scrive poesie.
In quel periodo scrive le liriche di questa raccolta.
Negli anni successivi la sua vita è segnata dalla sofferenza, alterna periodi di benessere ad altri dove è ricoverato nelle strutture riabilitative.
Nelle arti figurative esprime il genio e la tribolazione della sua complicata esistenza.
Attualmente è domiciliato a Milano, dove vive con il fratello Vinicio.


Poesie di Claudio Cipriani scritte in Santa Maria di Carda di Castel Fogognano (AR), in perfetta solitudine, davanti a una bottiglia di Chianti, pane senza sale e un caciotta di formaggio pecorino, nel 1985.



L'ETERNAUTA


Albero … albero bello, che smeraldine foglie fai mulinare al vento!
Là nella selva oscura, fresca d'ombre, profumati muschi.
Capire non puoi, sentire non puoi le mie parole aspre di dolore,
quando ti dico come  vorrei scindere con la pace che ci circonda
                                                                                                       un patto
e vivere un po' di più il senso che ha la vita,
eguale per ognuno degli ignari corpi.
Il sasso muto che vien dal mare, i cieli assorti pieni di colore

                                                                                  son nulla,
eppure son baciati dal ricordo di quando eravamo giovani virgulti,
avvinghiati ad una livrea di rovi e spine ...

NOVELLI ETERNAUTI di chi solo chi conosce il CAOS sa evocare.
Sembra latrare la rocca di Luna … l'ultimo brillio di Sole
e con lo spegner d'occhi che mai videro la luce tutto tace e muove  
                                                                                    ogni scusa.





IL LADRO


S'addentra nel sopir fresco e beato … forse agitato,
il riverbero abbagliante dell'altrui  travaglio …
Le prue degli immensi piedi creano porti acustici ovattati!
Oh bisogno di bisogno, che crea l'aspra lotta
e lascia un cauto gallo vinto, poco convinto,
che cerca la platea … l'avverso.



ALBA


                                                                       a Rosalba

Alba, Alba mia,
che te ne sei andata con i tuoi pennelli e i tuoi colori,
l'estro mio recalcitra
e fugge dalle mie rozze mani.



BACIO DI DAMA


improvvisata il giorno 11 settembre 2015 a Verezzo

Tu che sei venuta a me con il tuo manto candido di stelle …
sovrano amor subisci questo castigo
diletto fu ogni uomo che ci portò le idee
e al cancello della vita si aprì l'immenso spazio nuvoloso.

Lacrime di pioggia bagnarono il mio sudario
e madido di stelle viaggiai a lungo per ritrovar la sorte amica
che ahimè nel gran pentolone che rimestò Dio
si videro carne e ossa.

Oramai è giunta la fine per chi resta solo
e candore di fiori primaverili riporteranno la gioia
                                                               a questo sovrano mondo.




CANTICO D’AMORE


Farfalla impazzita che di fiori ti pasci,
speranze perdute nell’oblio,
speranze perdute nelle bramate attese …
ottengono che la luna di falce
e candide stelle
si posano sui petali di una rosa impazzita.

Perduto amore sei come il biancospino,
d’aghi e profumati fior,
attese coincidenze di uno splendido tramonto,
la favella brama una splendida giornata
e caduche speranze
fanno di me un uomo solo.