57 Michelangelo Coviello

     Soul street

     Immagini Claudio Granaroli

     Pagine 48

     ottobre 2012



Michelangelo Coviello è nato ad Agropoli (SA) il 7 febbraio 1950, vive a Milano.Ha recentemente pubblicato: Casting (poesie, La vita felice, 2008)  Cuore d'asfalto (romanzo Marco Tropea editore 2000), Dee Jay’(romanzo Edizioni D’IF 2005), News (racconti Lietocolle, 2006), Inferno 28 (romanzo La vita felice, 2009).Come traduttore ha curato la versione italiana di Drafts and Fragments di Ezra Pound, uscita presso l'editore Guanda col titolo Prove e frammenti.






……
e così sono finito in mano mia
mentre dormivo, senza scegliere
né amici, a raccontare la storia
del chiedere a tutti qualcosa
di cui non ho bisogno
brevi aiuti, vittime per vincere
il buio del vento, il soffio dell’invidia
così recita il muro
fresco di vernice, una mano gentile
prima della corsa, della sirena
del fuggi fuggi dopo la grande sfuriata
una o due lettere rimaste a colare
sdrucciolose e lente sulla strada
ora vorrei tornare sù
nella lingua che non va a capo
perché qui sotto il mio male
non ha scampo devo stare attento
per strada e cominciare a camminare
come se fossi in viaggio
il mio cuore che sbatte sugli occhi
sui corpi, brancolando, in agguato
in cerca di segnali, indicazioni
per andare nella giusta direzione
verso l’uomo che disegnava i suoni                                                           le parole, oh Jus
devo portargli notizie
ma non ne ho ancora per dire spirito
l’anima in fuga da sola volando
ho lasciato i salmi a casa, oddio
e adesso come faccio, avessi
almeno un verso su cui sostare
prendere fiato e rimettermi in marcia
non li risanarono né erbe né unguenti
ma la parola che tutto risana, sì
dice proprio così
perché non è nel mondo
non è nelle cose, dio è nelle parole
dirò così a Jus, per la sua sete di verità
oh i bei palazzi di una volta
la carica del profitto, spariti
non li ho mai avuti, dice al figlio
ma tu ci sei cascato, ci sei cresciuto
dentro, nella mia favola
sono padre e figlio, in piedi
sul marciapiede, entrambi
non sanno cosa pensi l’altro, mi chiedo
chi dei due è necessario
sull’altro lato la ragazza della strada
continua a suonare il violino                                                                     con l’unica corda che le resta
mentre un uomo è steso per terra
dorme, con il cappello appoggiato
esibito, pieno di spiccioli
di me, che non ricordo la direzione
è una strada pigra, di gente
che non so come dire, oh Jus
nessuna novità sulla discarica
solo asfalto, cielo gonfio
è il cuore di chi corre e si insegue
nell’altro che cammina su tacchi alti
e la maglietta senza reggiseno
stretta alla pelle, al capezzolo
che guardo senza tregua fino all’incrocio
dove andare mi chiedo, quale strada
va diritta sulla mia strada?
scrivere è come cercare casa
mi avevi invitato a bere qualcosa
e sei arrivata a piedi nudi, in pigiama
bicchiere di carta, sorpresa dall’ora
le vene scoppiate sottopelle
l’amore non è quello che ti immagini
non si può fare dell’orgoglio
 un punto di vista, mi dice
e si trasforma quando nell’ascolto.......