56 Guido Grilli

     Passaggi

     l’immagine è di Vincenzo Mancuso

    pagine 16

    gennaio 2012



GUIDO GRILLI è nato ad Alessandria nel 1968. Abita a Lugano da sempre. Dopo una formazione commerciale, dal  1992 è giornalista al quotidiano La RegioneTicino.





ANCORA QUI SULLA CRESTA



Esistono parole veloci
o parole lente all’avanzare
del tempo
E’ questa domanda ricorrente
o sogno
Consunte parole
cederanno il posto a silenzi
carichi del nostro dire
finché resteremo sulla cresta

(degli anni)


GIRO DI BOA



Venivano forte da nord
il vento
vele e stralli
fischiavano
raffiche sollevavano onde
a fil d’acqua immobili gabbiani
come fogli bianchi accartocciati
Lo scafo inclinato
rovesciava il piano
all’orizzonte
Ma nuova boa
nuovo giro ora
erano traguardo
Respiro




PER DI QUA È LA VIA



Incuranti della pioggia
come non ostacolo
non freno al moto dell’andare
Esplorare viaggiare conquistare
La meta era già loro in testa
l’arrivo solo formale conferma:
la diritta via che unisce due punti



PASSAGGI



Tua ultima domenica d’estate
foglia che ora cadi
e talora sei farfalla color autunno che sospendi
la fine
prolunghi l’inizio
della declinante stagione
E a terra le formiche vanno
su strade ancora percorribili



PARTENZE
                                                    a Maria Teresa


Versano lacrime
i tuoi viaggi
verso sud
Ma il partire
non è semplice eterna destinazione
itinerante, l’abbandonare
momentaneamente staccare
il cuore un battito
d’ali per unire distanze?
Da dietro i treni
e in fondo a corridoi
il tuo corpo è tante volte
sparito e sempre tornato
senza partire mai




ADDIO



Ti abbiamo portato
a morire barca
vago ancora si sente
l’urlo alle regate

Ti abbiamo portato
a morire sul cemento
salutandoti con tre tocchi sulla prua
Eri distesa come fossi una bara
Ti abbiamo dato l’addio
come nelle grandi occasioni
senza lacrime
ma con la tristezza
della fine delle estati
piene di luce e vento



ATTESE



E’ tutta qui la civiltà
pochi tratti essenziali,
un catamarano disarmato
ma pronto al decollo
nelle sue forme aerodinamiche
appoggiato a fil d’acqua,
messo in sicura
aggrappato a due legni
di chissà quale tempo,
quale vigna
A pochi metri una scala
lungo il muro fino al fondale
Attorno vento,
lo sciabordìo
e il canto di gabbiani
carico di attese