53 Igor Negrini

     Stavo solo aspettando te

     immagine Cristian Rebecchi

     pagine 32

     ottobre 2011



Igor Negrini è nato il 19.04.1986, abita in Ticino.
Si è laureato a Pavia in Lettere Moderne, desidera diventare docente nelle scuole medie.  
Le sue più grandi passioni, oltre alla poesia,  sono il cinema, il teatro, il viaggiare e, last but not least, la musica. Suona in una band blues-funky chiamata THE FLAG.

    





Riodoro profumi, nuovamente. Riassaporo
menzogne–verità, sguardi deformati, grotteschi.
Divoro la carne, sbrano i sentimenti.
L’anima sorse                                                                                                                        




I confini del mondo
sono superati:
niente più misteri.

Viaggio profondo,
alla scoperta dell’ essenza primordiale
dei sussulti psichici incarcerati
in un animo in piena…
il mio.

Circumnavigare il tuo corpo
stellato mi raggomitola
in una quiete senza barriere
razionali. Si spalanca
la porta di un mondo
che mi appartiene…
il tuo.

In bilico,
sul baratro amletico,                                                                                                   sento le voci delle
Sirene.

Sguinzaglio il destino
sul ciglio
di un mondo alieno.





Mistero incomprensibile…
il voler profondamente
sgretolare i tuoi confini,
superarli e colonizzare così
il tuo cuore impavido.

Mistero incomprensibile…
il rendermi conto che lo stillare
del mio destino
si esaurisce nei tuoi
occhi.



Ritira!
No…sei altezzosa…mmm…menefre…mmm..ghista…
orecchio bagnato di saliva sincera.
Sei…grammaticalmente…mmm…inpreparata…mmm…
il mio punto debole…sono vulnerabile. Forse troppo.
Troppo borio…mmm…boriosa…
(qualcuno mi aiuti!)
Addentami. Simbiosi asfissiante.



Travolgimi !
Cosa aspetti? Sibili fra i
tetti, gli alberi…le rughe dei muri.
Prima dov’eri?

Non ti basta soffiare,
Mi vuoi dannare  non è così ?
Sì.

Aspetta, mi spoglio!
No. Non voglio.
È una notte strana, inzuppata di nostalgia
amara e troppo viscerale.

Dovrei piangere e pisciare
tutti i ricordi paludosi.
Dovrei piangere.

Ma ogni volta asciughi il mio grugno




Altro sospiro…

I miei orgasmi esistenziali
si dimenano come
un folle epilettico
sotto un cielo stellato
imperlato.

Odo la voce dell’ anima
tra le foglie colpevoli,
ma non mi è concesso capire.

Altro sospiro…

Spente le grida.
Vuote le lacrime. Leggere e
impalpabili le vibrazioni
dell’ esistenza:                                                                                                                     

Altro sospiro…

lurida agonia
indigesta



ggia litri di illusioni…
disillusioni repentine. Amplessi
digrignati, dimenticati.
Nero. Opaco. Sgualcito è
il sole.e