48. Lèfkios Zafirìu

       Poesie scelte

       a cura di Fabrizio Frigerio

        maggio 2011


L’AUTORE
Lèfkios Zafirìu è nato a Làrnaca (Cipro) nel 1948, è figlio della poetessa Marùla Zafìri (*1925 - †1957), nota con lo pseudonimo di Nefèli, e fratello del poeta Michàlis Zafìris e della poetessa Frosùla Kolosiàtu.
Dopo la scuola dell’obbligo e il liceo a Làrnaca, nel 1968 ha continuato gli studî alla Facoltà di lettere dell’Università di Atene, dove si è laureato.
Ha insegnato a Cipro nel secondario e negli anni 2004-2006 ha insegnato al ginnasio del Rizokàrpasso, nella zona dell’isola sotto occupazione militare turca.
E’ stato co-redattore, con Alèxis Zìras, Còstas Nicolaìdis e Nàtia Charalambìdou, della rivista cipriota di lingua greca Σημείο (1992-1998). Nel 1991 ha pubblicato Η νεώτερη κυπριακή λογοτεχνία (La letteratura cipriota contemporanea). Ha studiato il poeta greco Andrèas Kàlvos, di cui nel 2003 ha pubblicato l’ode Ελπίς πατρίδος (1819), e l’album da lui curato La vita e le opere di Andrèas Kàlvos 1792-1869, (2006) ha ricevuto un premio dell’Accademia di Atene. Ha pure pubblicato una Cronologia di Dionisio Solomòs (2007, 2008) e una Cronologia cipriota (2008).
Ha pubblicato poesie e studî di storia della letteratura e di critica letteraria in varie riviste, tra cui Κυπριακά Χρονικά, Νέα Εποχή, Ακτή, ΄Υλαντρον e altre. Tra le sue opere poetiche ricordiamo : Ποιήματα (1975, 1977), Σχεδόν μηδίζοντες (1977, 1981), Απομαγνητοφώνηση (1978), Ο μιγάδας άγγελος (1980), Η θλίψη του απογεύματος (2007).



IL TRADUTTORE
Fabrizio Frigerio è nato a Mendrisio nel 1951.
Nel 1975 si è laureato in lettere all’Università di Ginevra, dove è stato allievo del neoellenista Bertrand Bouvier.
Ha pubblicato in riviste delle traduzioni dal greco moderno in italiano di poesie di Giorgio Drossìnis, Anghelos Sikelianòs e Kypros Chrysànthis e da più di trent’anni si occupa di Cipro sotto varî aspetti, storici, politici e culturali.
Per le edizioni “alla chiara fonte” ha curato nel 2005 una piccola antologia di Poeti ciprioti del Novecento.


Le poesie qui pubblicate sono tratte da :

Σχεδόν μηδίζοντες, Nicosia, 1977, le prime quattro poesie;
Η θλίψη του απογεύματος, Atene, 2007, le sei poesie seguenti;
le ultime due poesie sono inedite.


Nota bene : per facilitarne la lettura, i nomi proprî greci
tradotti in italiano sono stati accentati.






ΑΠΟΛΟΓΙΑ




Μη μου ζητάτε εξηγήσεις
για πράματα που δεν φταίω
και για λόγια που δεν ειπώθηκαν
απο μένα ποτέ.
Εγώ μιλώ με λέξεις γυμνές
για πράματα καθόλου φανταστικά
και τόσο ανθρώπινα :
το ψωμί, τον εργάτη
και τη σακατεμένη μας λεφτεριά.


SCUSE




Non mi domandate spiegazioni
per cose di cui non ho colpa
e per delle parole che da me
non sono mai state pronunciate.
Io parlo con parole nude
di cose nient’affatto immaginarie
e così umane :
il pane, il lavoratore
e la nostra libertà spezzata.



ΟΙ ΠΟΙΗΤΕΣ




Οι ποιητές δε μιλούν
με λόγια χεσμένα
ανοίγουν το στόμα τους
και βγαίνουν λέξεις μαχαιριές.
Οι ποιητές πορεύονται με το λαό
κι όχι με τη δική τους μοναξιά
ξεδιπλώνουν τους στίχους τους
σημαίες στο μέλλον
και στέκονται άγρυπνοι
με χιλιάδες τραγούδια στα χείλη
στο Ταλ Ελ Ζαάταρ και στον Πενταδάχτυλο.


I POETI




I poeti non parlano
con parole ammosciate
aprono la loro bocca
e ne escono parole affilate.
I poeti marciano con il popolo
e non con la loro solitudine ;
spiegano i loro versi
bandiere all’avvenire
e stanno ritti vegliando
con migliaia di canti sulle labbra
a Tal El Zaatar e sul Pentadattilo.




ΠΕΡΙ ΚΥΠΡΟΥ




Αυτά έγραφε ο Κ. Π. Καβάφης
εδώ κι έναν αιώνα :
“Οι πόθοι των Κυπρίων
περί ενώσεως της νήσου
μετά του Ελληνικού Βασιλείου”,
κάτι για την πανίσχυρη κοινή γνώμη
εν τη Μεγάλη Βρετανία,
για την κυπροσυλλαβική γραφή
και την αμοιβή που η πόλη
του Ιδαλίου
έδωσε στον γιατρό Ονάσιλo.5


Αυτά και άλλα πολλά
έγραφε Απρίλιο μήνα του 1893
στην εφημερίδα της Αλεξάνδρειας
Τηλέγραφος στο άρθρο του
“To Κυπριακόν Ζήτημα”.                                                                         Νερά της Κύπρου
του μεγάλου αλεξανδρινού ποιητή
κυρίου Καβάφη

κανείς δεν ξέρει πια στις μέρες μας
αυτή την άγονη γραμμή της Μεσογείου.

                                                          9.9.2005



SU CIPRO




Questo scriveva C. P. Kavàfis
ormai un secolo fa :
“Le aspirazioni dei Ciprioti
all’unione dell’isola
col Regno di Grecia”,
qualcosa sulla fortissima opinione pubblica
in Gran Bretagna,
sulla scrittura ciprosillabica
e sulla ricompensa che la città
d’Idàlion
diede al medico Onàsilo.6

Queste cose e molte altre
scriveva nel mese di Aprile del 1893
sul giornale di Alessandria
Telegrafo nel suo articolo
“La Questione Cipriota”.                                                                       Acque di Cipro
del grande poeta alessandrino
signor Kavàfis;

nessuno conosce più ai giorni nostri
questa sterile linea del Mediterraneo.

                                                                      9.9.2005