47. Ottavio Rossani

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       pagine 32

       giugno 2011



OTTAVIO ROSSANI  (Sellia Marina, 1944), per 40 anni al Corriere della Sera, prima come redattore poi  come inviato speciale. Ha scritto di politica, economia, cultura, cronaca. Ha intervistato molti personaggi in Italia e all’estero. Ha viaggiato nei diversi continenti, in particolare in lungo e in largo per l’America Latina. Studi: fino al liceo a Soverato; laurea in Scienze politiche e sociali all’Università Cattolica di Milano. Per alcuni anni assistente in Letteratura italiana contemporanea nella stessa università. Ha pubblicato una decina di libri, tra i quali le raccolte poetiche: Le deformazioni (1976); Falsi confini (1989); Teatrino delle scomparse (1992); Il fulmine nel tuo giardino (1994); Hogueras (1998); L’ignota battaglia (2005); i saggi: L’industria dei sequestri (1978); Leonardo Sciascia (1990);  Le parole dei  pentiti (2000), Stato società e briganti nel Risorgimento italiano (2002) e il romanzo: Servitore vostro humilissimo et devotissimo (1995). Per il teatro ha curato alcune regie e ha scritto diversi testi. Come pittore, ha esposto i suoi quadri in molte mostre personali e collettive in Italia e all’estero. È stato consigliere dell’Ordine Nazionale dei giornalisti dal 1993 al 1998. Dal dicembre 2007 è responsabile del blog dedicato alla Poesia sul Corriere della Sera on-line (http://poesia.corriere.it). Attualmente collabora con il Corriere della Sera e con altri quotidiani e riviste con articoli culturali e editoriali sociopolitici.







Sembrava che i giorni dovessero
correre sempre sullo stesso colore
e gli sguardi fossero destinati
a perdersi nell’invisibile.
Poi, un fruscio o un trillo
palesava una festosa diversità.


*


Turbinava una strana energia
in quel tramonto rosso e cupo,
il mare scorticava più iroso
del solito l’unico scoglio.
Il piccolo assorto sulla spiaggia
corse via intimorito.



* 



Facevano piccoli cappi d’erba
e aspettavano al varco le lucertole
tra i canneti alla foce dell’Ancinale.
Alle bestiole infine mozzavano le code.
Quei ragazzi oggi canuti sentono
ancora rimorso come per un crimine.


*


Con la morte del più caro amico
aveva imparato la paura.
Nell’incubo correva trafelato
inseguito da un cane lupo.
La sua attenzione si spostò
alla ricerca di talismani.
E sotto la crosta del sorriso
restò una costante incredulità.


*


La mareggiata, implacabile,
erose una parte della spiaggia
e alcuni casotti per la pesca.
In cambio restituì un bastimento.
Nei giorni seguenti andavamo
a rovistare nel tesoro della stiva.
Giulio trovò intatto un cappello
a forma di rosa che regalò alla madre.


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