41.Dario Capello

     Dove tutto affiora

     (undici variazioni sull'Apocalisse)

     Immagine Albert Welti litografia c. 1900

     pagine 16

     novembre 2009


Dario Capello è nato nel 1949 a Torino, dove vive. Si è occupato di poesia e di critica letteraria e i suoi testi o interventi sono apparsi su svariate riviste: Niebo, POESIA, Hebenon, Arca, La Clessidra, Steve, Galleria, ecc…
Il suo primo libro di versi Il corpo apparente, ed. CDC, collana di Niebo a cura di Milo De Angelis, 2000, ha vinto il premio Dario Bellezza 2001 per l’opera prima. Ha poi pubblicato il saggio: Torino, da Nietzsche a Gozzano, Unicopli 2003, oltre alle raccolte di poesie: Nel gesto di scostarsi, Dialogolibri 2001, Caput vertiginis, Weber & Weber 2002,  Hors Serie ( opera collettiva dell’editore belga Alain Regnier ) 2003, Le assenti, Chateau de Rosemonde 2005, Vanità del tema, viennepierre 2007.    





Ecco, viene con le nuvole
voce di molte acque, così suona la fine
del mondo…
E a lui darò una stella
quella mattutina, e un nome
nuovo e l’intelligenza metrica
come un mare simile

(ma è un nome da lontano).


Ecco, il giorno grande, dell’ira
e il nome della stella: Assenzio
a chiudere il cielo, a sferzare la terra.

La ricorda così. Una donna
con gettato addosso il sole, un momento
breve, uno spasmo, questa è la morte
quella seconda, quella

che si pensava lontana.
La ricorda così: dalla parte del sorgere.


*


Ogni settimo istante delle cose
un fiato più sospeso, poi la girandola
di vocali tenute per anni, rivolte
al tratto di cielo visibile,
al suo ordine alfabetico.

Alle spalle, dove tutto risuona
colpirà con voce fantastica
alla cieca, a strappo, pelle
contro pelle, non ti stupire,
così adesso, proprio adesso
è questa luce di semaforo
a decidere un paradiso feroce

“…qui, dove tutto affiora
e sprofonda,
a specchio della nostra ombra.”


*


Segnano la medesima ora
a bocca chiusa, due labbra
urtate, sprofondate nella memoria
di chissà chi. Come riconoscerti
se non dalla maestria,
quella che avvolge i pensieri (gli ultimi?)


da questo davanzale la catastrofe
si misura per lampi.


Ecco, il cavallo rossofuoco
eccolo, compie l’opera…spacca la notte
mi confonde…
si rovescia in voce.


...