29.Giuseppe Curonici

     La maschera di Edipo Re

     immagine di Nadja Ottino

     pagine 84

     ottobre 2006


Giuseppe Curonici
è nato l'8 agosto 1934 a Lugano. Laureato in Filosofia Teoretica a Milano, Università Cattolica. Dal 1959 al 1983 viaggi di studio in Europa. Un viaggio in Africa. Studi di semiotica.
Insegnante al Collegio Papio ad Ascona, nelle scuole del Cantone Ticino, direttore della Biblioteca Cantonale di Lugano. Ha fatto parte del Consiglio Comunale di Lugano (1960)  e di altri comuni. Nel 1979 eletto nel Comitato della Corsi, Cooperativa per la radiotelevisione svizzera di lingua italiana.
Libri e articoli sull'arte contemporanea: S. Brignoni, M. Cavalli, C. Cotti, E. Dobrzanski, A. Ferrari, F.Filippini, C. Forster, F. Francese,A.Giacometti,
R. Guttuso, G. Gonzato, H. Hesse, G. Mc Couch, M. Marini, V. Matino, R. Pasotti, R. Rossi, L. Sturla, K. Wiemken, ecc.
La poesia di Valerio Abbondio, Gaggini Bizzozero, Lugano 1968    L'interruzione del Parsifal  dopo il primo atto, Interlinea, Novara 2002. Premio Bagutta opera prima. Nell'isola distante, Interlinea 2004.





IN ARCADIA SONO STATO ANCH ’ IO

I. L'incontro

In Arcadia avevo sbagliato strada
si comincia con uno smarrimento
solo su un pianoro polveroso
poi con fragore mi veniva incontro
senza faccia tutto articolazioni un immane granchio di ferro
una macchina scavatrice
enormi ruote come tenebra rotante
profili di zappe e mandibole
sono fuggito a precipizio.


*


IL SIGNOR GALANTE E IL CELESTE

A Camignolo un grossissimo maiale
ben ingrassato a castagne
il signor Galante gli tenne lo scalpello sulla fronte
il Celeste lavorante calò un colpo di maglio
Il maiale gridò e cadde in avanti
gli si erano piegate le ginocchia
Lo lavarono, gettavano secchi di acqua bollente
raschiavano con i coltelli
lo portarono dentro
una macchina a manovella triturava le carni
i macellai erano impiantati nella sala della festa
dove erano stati ospiti perfino i vescovi
Il maiale era sparito, lasciarono ogni cosa in ordine.
Il signor Galante dormiva al piano di sopra
la vetrina era verso lo stradone


*


ESPOSIZIONE PERSONALE

C'è stato un discorso.
La moglie di un banchiere espone sculture
matasse di fili di rame
si allunga curva da una cornice
una lamiera smaltata di celeste.
L'artista esita.
Mi guarda, esitante.
Ha gli occhi spalancati, sbarrati
Vuole che le dica qualcosa.
Si preme le mani sul petto.
Sente che qualcosa è osceno, non comprende le origini.
A lei
una lamiera di ferro si torce in fondo al cuore.


*

DUBBIO DI UN FACHIRO IN MEDITAZIONE
DAVANTI ALL' IMMAGINE DEL PROPRIO IO


Chi è l'individuo, che vuole?
L'individuo perchè una mela è ammaccata
si irrita, per un comune taglio di coltello
si disorienta, per discorrere con un farmacista
o con la propria anima
sbaglia pensiero e parola.
Odio e desideri soffiano polvere
nelle distese dell' Io.
Dunque voglio liberarmi del mio Io.
Ma come posso desiderare questo
se chi lo desidera e vuole
sono Io?