28.Lorenzo Morandotti

     Giardino del sonno d'amore

     immagine di Bruno Bordoli

     pagine 32

     aprile 2006


Lorenzo Morandotti (nessun legame di parentela con l’aforista Alessandro Morandotti, autore del libro Minime e vissuto molti anni prima) è nato a Milano nel 1966. Giornalista professionista, ha diretto la rivista trimestrale “Como”, il mensile “22100 Como” e il quindicinale “360 gradi”. Ha fatto parte della redazione della rivista milanese di poesia e filosofia “Margo” e collaborato alle pagine culturali dei quotidiani “La Provincia” di Como e “Corriere del Ticino” di Lugano. Ha inoltre lavorato come caporedattore a “Millennium Cultura”, una delle prime riviste culturali in Internet diretta da Donatella Bisutti. Dal 1995 al 2004 è stato redattore della rivista letteraria “La Clessidra” di Novi Ligure. Dal 1997 è redattore delle pagine culturali del quotidiano “Corriere di Como”, abbinato al “Corriere della Sera”, dove cura anche l’inserto settimanale dedicato al tempo libero “Vivicomo”. Collabora con il periodico di letteratura “Satisfiction”.

Suoi testi di poesia, narrativa e critica letteraria sono stati pubblicati in varie plaquettes, riviste e antologie che gli hanno valso numerosi riconoscimenti e premi letterari. Nell’ambito del genere aforistico il testo più importante di Lorenzo Morandotti è Crani e topi (“Nel cranio si avverte odore di chiuso. Ed è impossibile aprire finestre” si legge in uno degli aforismi del libro). Iniziato nel 1985 è uscito a più riprese sia in volume (plaquettes) che su riviste e antologie. Per ultimo sul sito di  Mauro Germani , Crani e topi è ancora inedito nella sua versione completa.




SIBILLA

Con occhi perplessi
guardavi l’emozione.
Il tuo cupo silenzio
di animale che lusinga la piovana
come un’ampia cerimonia contro il freddo
o un discorso sul finire dell’oblio.
Sembrava stesse per scoppiare via
la tenera pazienza dell’inverno
e indossavi una maschera di prima
Ora sono lo specchio, dietro la finestra.
Ogni volta che scorri lungo l’acqua
nell’ombra avvolta della luce
assomigli a una strana scalfittura
accenni timida
gli occhi aperti sulla casa della vita
che nemmeno la notte può alternare
profumo di cuffia e di lavanda.



*


ANCILLA

Il rubinetto è corto
si distingue
nei dintorni della pesca
tu gomena gentile
e se prendi lo sguardo
alza le mani
la natura
per te si fa bella
Madre camicia ha partorito una testa
e il bacio sui capelli
è una promessa di fecondità.
Ma adesso viene il lupo
resta in piedi sul dizionario
mangia tutto di te
la cacca e il cuore


*


VEDRETTA

Anima che spegni
al buio la candela
hai acqua nello stomaco
e mangi con il dito
buono per la terra
non vuoi più che si guardi
nella tomba di un bambino

Si voltano i curiosi
in fuga dal momento
signori del comando
il braccio destro
e la sua spina
si nutrono con brevi ali