16.Angelo Maugeri

     Nóstos

     Immagine: Istvan Gyalai    

     pag.44

     novembre 2004



Angelo Maugeri è nato a Motta Camastra (Messina) il 29 marzo 1942. Ha studiato a Messina, Napoli, Roma e Palermo e, durante gli anni universitari, ha fatto esperienze di lavoro a Palermo, intervallate da lunghi soggiorni a Francoforte sul Meno (Germania). Dopo la laurea in lettere, conseguita presso l’Università degli Studi di Palermo, si è trasferito dapprima a Como, poi a Milano, infine a Campione d’Italia, nelle cui scuole ha insegnato dal 1969 al 2009. Attualmente risiede nell’hinterland comasco.

Ha pubblicato le seguenti opere:

Poesia
Mappa migratoria (Geiger, Torino, 1974);
Verbale di s/comparsa (con un ritratto a penna di Carla Tolomeo; Geiger, Rivalba-Torino, 1976);
Il filo del discorso (altre ragioni) («Niebo - Rivista di Poesia» n. 2/3 (Deambrogi, Milano, 1977);
Minimi variabili («Niebo - Rivista di Poesia» n. 2/3 (Deambrogi, Milano, 1977);
I sensi meravigliosi («Quaderni della Fenice» n. 4, Guanda, Milano, 1979);
Il fiume i falchi la distanza il vento («Almanacco dello Specchio»  n. 9, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1980);
Passaggio dei giardini di ponente (Società di Poesia / Lunarionuovo, Milano / Acireale, 1983);
Kursaal (Guanda, Parma, 1989);
Piccoli viaggi (Laghi di Plitvice, Lugano, 1990);
La stanza e la partita (Nuova Editrice Magenta, Varese, 2000);
Nóstos (con due disegni di István Gyalai; alla chiara fonte, Lugano, 2004);
Varianti variabili (con quindici dipinti di Arianna Maugeri; Consorzio Artigiano «L.V.G.», Azzate, 2012);
Prove d’impaginazione (Nuova Editrice Magenta, Varese, 2015).

Narrativa
Figura femminile (I libri degli amici, Ispra; 1993);
Ramo materno (“Il gatto dell’ulivo”, Edizioni Ulivo, Balerna, 1996);
Recita di Natale (“Il gatto dell’ulivo”, Edizioni Ulivo, Balerna, 1996).


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NOSTOS


1.

Il cammino dell'anno riporta

parole sommesse parole che

ti parlano del ritorno

ti parlano del fiume delle rocce dei boschi

ti parlano del vuoto se tornano vuoti

i profili dei nomi gli aspetti dei volti

nei resti dei pensieri che cambiano

i volti ai nomi le impronte ai corpi.


2.

Le insidie del giorno si celano

nel bianco della notte.

                                         Si attenua

l'ansia della fine ogni volta avvertita

come una sfida.

                             Quante labili

figure si affollano

sulla parete del tempo.


Instabile è il traguardo della mente

il filo del confine trasposto nei rapidi

strappi del cuore.



3.

Le stagioni dell'acqua costeggiano

le balze bordate di fiori.

Il divenire degli alberi sente

il ritmo della voce che affonda

nelle pieghe dei lamenti -

                                               forse dolore di terra

che le sue forme lascia come una cosa

perduta nella fuga

della casa che più non ti aspetta.


4.

Sentono angosce e temporale

le rondini che volano basse

brivido nerobianco nel sereno della sera

dal colmo al muro -

                                   muro del sonno

sere accovacciate per stringere il buio, lo stesso

elemento del freddo.



5.

Le gioie non nate anche nelle giornate

di dolce primavere, il peso ceh si porta

con lo stupore dei bagagli tra arrivi e partenze

e delle partenze rivanga per chi più non parte

un viale solitario, l'oscurità straniera

che ne cuore impianta ruote e fazzoletti.


6.

L'orrore del limite è lo sguardo che incide

il respiro delle ombre così vivo e minerale.

Più le guardi più ti senti guardato, puoi svanirew

come un guizzo dell'occhio nelle inquiete

parvenze che la mente dischiude

giorno e notte.


7.


Chi crederebbe ai propri occhi?

I segnali si moltiplicano negli specchi dei miraggi

le risposte disorientano le vecchie domande

i passi del mondo frantumano

i sentieri che muovono nuove

forme di uomini amori inganni

in questa lunga festa di nomi anni idiomi.


8.

Coglie impulsi la vita - non c'è vita

senza posizione - è lì che stai.