10. Antologia della durata, Giona Bernardi

     Il limite generale dell'ABC, 2003

      pag.20

      immagine di copertina; Giona Bernardi



CI SONO COSE


Ci sono cose che partono da niente. A prescindere da interpretazioni e significati. Non ho tempo. La scio perdere le immagini, non la vita. Se sbuffo, pensare bene mi fa male, mentre dico il mio bene a qualcun altro.

Sono stato nel bagno fino a quando l'incoscienza mi ha permesso un bacio dall'acqua tempera che si scola il buco cercando di stare calmo. Sul culo. Visitato da un materasso circolare che sciolga i nodi del doppio in una forma unica sui nervi. Planarsi i polmoni rasi d'aria tremante non scalda la vista.


era pittura.

e voglio ridere adesso.

se amo amo e basta

non ragiona mai abbastanza.

non ha parte.

serve a difendersi, con amore.

Scorrevole, come non riuscire a muoversi. Malamente contorto e attaccato dalla terra, inconvinto dalle cose razionali mi mantengo attaccato.

Infermo convinto controllo continuo                                             spoglio che cerca per un altro e dice aspetta.

Cercano troppo sul mio culo, rapido dileguo su tutto cerco fusioni. Me ne voglio andare, fa male tutto, adesso no, calmo mi rompo, ma ti lascio troppo stare.



*



SENZA TITOLO


Fazzolettino mio, tu mi spacchi i timpani.



*


DUCENTO PICCOLI CERVELLI


duecento piccoli cervelli come una lista della spesa

o una mazza del tesoro


il suo piccolo nido di vespe

con la gonnellina ragnatela


sempre al lavoro giorno e notte con il suo sorriso denudato


seta fine filo che tesse per sfare

passeggiando



*

L'ANNO H


l'anno h, messa sotto

deposta

sbatte ancora per star su

ha consumato gli spazi prestabiliti

prima di essere misurati-troppo preso d'identificazione

messa sotto

cresce le ali

provoca ombre anomale per attivarsi

si resta addosso

tutto quello che si fa

                             non va via

                                           inosservata

batte patetica la mia scoccia infantile

vola via dalla platea nella fretta dimenticata

sottofondo ignorante dondola culla

                  soffice tendersi

appeso capita

                    la voglia

si resta tutto

continuamente si addossa

                                     per star su

basta niente a fargli le ali

forse una tazzina pettegola

con l'assoluta di svoglia

come quattro zietelle per l'ora del tè

starsi fuori come il fumo con il caldo

per non

           farsi bere

                        lasciarsi fondali

                                    appiccicosi

                                    star su da sé

che fai a fare - passo

che mi fai fare di vedere

- passo -

che muovi non mi sposta

- passo -

che prega anche decreta parole spirite

quando

gli rimane poco

vede i re sul muro

ma parla con tutto

adesso

tutti non sanno che

allora

come una matta si spegne

sottofondo nella nanna

non scassinarmi per il rimasto

solo dondola,

verrà persa